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Ultimamente la tendenza del legislatore è quella di ridurre gli obblighi dichiarativi ai fini Imu del Dm 30 ottobre 2012 e dalla dichiarazione Tasi (Rm n. 2/df/2015).

In alcune fattispecie, la legge ha imposto l'obbligo dichiarativo in capo al contribuente al fine di beneficiare di riduzioni o di esenzioni, come è accaduto con le agevolazioni introdotte dal Dl 102/2013, tra cui spicca l'esenzione per i cosiddetti «beni merce» (articolo 2, comma 5-bis, Dl 102/2013) o nel caso di abitazioni concessi in comodato (articolo 13, comma 3, Dl 201/2011) o ancora per le abitazioni locate a «canone concordato» (risposta Ministero dell'economia e delle finanze, seminario «Telefisco» del 28 gennaio 2016).

Caso emblematico di esenzione è quello delle abitazioni assegnate all'ex coniuge (articolo 13, comma 2, Dl 201/2011), in cui le istruzioni alla dichiarazione Imu hanno previsto l'esonero dell'obbligo dichiarativo, solo laddove però l'abitazione sia ubicata nel Comune in cui è stato contratto il matrimonio o in quello di nascita dei coniugi. Ciò in quanto i Comuni (gli uffici anagrafici) sono in questo caso a conoscenza dei provvedimenti di separazione o divorzio.

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