IMU e TASI 2016-2017 dopo la separazione fra coniugi chi paga

Vediamo chi deve pagare IMU e TASI a nei diversi casi di separazione tra marito e moglie in quanto può non essere agevole in questi casi capire quale diritto ha l’assegnatario della casa, appartamento o immobile che sia e quali obblighi gravino ancora sul proprietario.
Inutile dire che la casistica che si presenta ancora nella stragrande maggioranza prevede che la moglie abiti con i figli o senza nella casa dell’ex marito.
Premessa
Il presupposto impositivo della TASI è leggermente diverso da quello che era la vecchia ICI  o IMU perchè grava in alcuni casi sul possessore dell’immobile altri sull’utilizzatore. L’utilizzatore è colui che detiene la casa a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa il diritto di abitazione che come vedremo dopo è dterminante per stabilire chi deve pagare IMU e TASI.
Disciplina per i coniugi sposati
Nel caso di coniugi l’agevolazione prevista per l’abitazione principale spetta per singolo nucleo e per l’abitazione nel quale dimora abitualmente e dove è stata fissata anche la residenza anagrafica.
Nel caso in cui la residenza sia stata fissata in case nello stesso comune  l’agevolazione prevista per l’abitazione principale spetterà solo per un immobile. L’agevolazione prevista scatta solo su un immobile indipendentemente dal fatto che i due coniugi abbiano la residenza in immobili diversi e questo in base all’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 2011.
Tuttavia la circolare 3 del 2012 del dipartimento delle finanze offre un importante chiarimento nel caso di coniugi con residenza in due comuni diversi che apre alla possibilità di sfruttare l’agevolazione prevista per l’abitazione principale a entrambi. L’agevolazione spetterebbe nella misura del 50% per ciascuna abitazione.
La casa assegnata al coniuge equivale ad abitazione principale
Ai fini di IMU e TASI la casa assegnata a seguito di una sentenza di separazione coniugale è come se attribuisse alla casa la qualificazione di abitazione principale. Lo stesso dicasi nel caso di sciolglimento scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Conseguentemente la casa coniugale assegnata alla moglie o al marito dal giudice con diritto di abitazine sarà assimilata all’abitazione principale conseguentemente beneficierà dell’esonero dal versamento dell’IMU introdotto dalla Legge di Stabilità 2016.
Cosa si intende per abitazione principale e prima casa
La definizione di abitazione principale non è la stessa di prima casa infatti dovrete considerare l’abitazione principale come l’unità locale dove il possessore e i suoi familiari dimorano abitualmente ed hanno li anche la residenza anagrafica (per intenderci quella che verificano i vigili prima di concedervela).
Sarebbe auspicabile a tal fine richiedere anche una verifica se pensate di non essere sicuri di averla in quello stabile posto (perchè magari nel frattempo avevate cambiato casa più volte oppure nei vari passaggi vi siete dimenticati di effettuare il cambio oppure non si è mai perfezionato o non è stato registrato, ecc).
Più spesso di quello che potrebbe sembrare mi arrivano quesiti relativi a case limitrofe oppure su due piani adibite naturalmente alla stessa abitazione che tuttavia non fanno fede e non sono considerate dal fisco come unica abitazione per cui eccetto il caso in cui siano accatastate insieme per una dovrete considerare una aliquota mentre per l’altra dovrete considerarla come seconda casa.
Per cui dovrete essere in grado di verificare non solo la residenza anagrafica ma anche la dimora abituale (ci si aiuta per esmepio con bollette e consumi di luce e gas che dimostrano che siete in casa).
Ripartizione della detrazione tra coniugi
Vi riporto anche un esempio che può aiutarvi nella definizione delle detrazioni tra coniugi per capire anche come si calcolano in pratica:
Domanda:
In caso di proprietari di un immobile, per quote diverse, la detrazione TASI eventualmente deliberata dal Comune deve essere ripartita in parti uguali tra i proprietari che utilizzano l’immobile come abitazione principale?
Risposta:
Si. La detrazione TASI, eventualmente deliberata dal comune, deve essere ripartita in parti uguali tra i comproprietari, nel caso in cui questi utilizzano l’immobile come abitazione principale.
Si prenda, ad esempio, un immobile il cui valore ai fini TASI è di €84.000 (rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000 IMPONIBILE TASI) di cui sono comproprietari A e B.
A è proprietario del 30% e B è proprietario del 70%.
Il Comune ha deliberato per l’abitazione principale l’aliquota TASI del 2,8 per mille e una detrazione di €200

Nel caso in cui A e B hanno entrambi adibito ad abitazione principale l’immobile:
A calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100).
A non paga, quindi, la TASI essendo la detrazione superiore all’imposta;
B calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (164,64 – 100).
B paga la TASI per €64,64.
Casa Assegnata all’ex moglie e al figlio
Nel caso di casa assegnata all’ex moglie che ha avuto il diritto di abitazione per via del fatto che è risultata affidataria dei figli sia ai fini IMU sia TASI la Legge di Stabilità 2016 ha previsto che l’ex casa coniugale gode dell’esenzione IMU in quanto considerata abitazione principale e lo stesso vale ai fini della TASI. In tal senso le esenzioni previste per il versamento dell’IMU e della TASI si applicheranno in capo al coniuge assegnatario.

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