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Non ha efficacia retroattiva la soppressione, decisa con la legge concorrenza del 2017, dell’attribuzione in esclusiva a Poste Italiane spa dei servizi di notifica di atti giudiziari e di violazioni al Codice della strada. Lo puntualizza la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 234/2018 della Sesta sezione civile depositata ieri. La Cassazione si è trovata a dovere affrontare il ricorso di un contribuente che aveva sottolineato l’anomalia della comunicazione dell’avviso di accertamento Ici attraverso posta privata.

La Corte accoglie l’impugnazione, mettendo in evidenza innanzitutto come, già in passato, si sia affermato un orientamento per cui la notifica attraverso posta del ricorso introduttivo di un giudizio tributario effettuata attraverso un servizio gestito da un licenziatario privato deve essere considerata inesistente e, come tale, non soggetta a sanatoria. La liberalizzazione dei servizi postali, infatti, approvata con il decreto legislativo n. 261 del 1999, stabilisce che per ragioni di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva a Poste Italiane spa le notificazioni attraverso posta degli atti giudiziari.

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