Bassano del Grappa

25Mag2018

Niente esenzione dai Tributi Locali per capannoni agricoli

L'esenzione dal pagamento dei tributi locali (Imu, Ici) compete solo ai fabbricati censiti nelle categorie catastali A/6 e D/10; una eventuale annotazione al catasto di richiesta di «parificazione» dei fabbricati censiti nella categoria D/1 alla categoria D/10 non consente, quindi, l'esenzione dal pagamento dei tributi locali sino alla verifica della sussistenza dei presupposti della categoria «parificata» richiesta.

 

Sono le conclusioni che si leggono nella Ordinanza n. 12780/2018 emessa dalla Sezione quinta della Cassazione, depositata in cancelleria il 23 maggio scorso. La vertenza riguarda un accertamento Ici per l'anno 2007 emesso dal comune di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, notificato ad una società agricola relativamente a vari immobili (abitativi e produttivi) posseduti nel territorio comunale, e strumentali per l'attività agricola (vitivinicola).

Per quanto concerne gli immobili abitativi, la società aveva depositato in giudizio, istanza di attribuzione retroattiva della categoria catastale di ruralità A/6, ex articolo 7 c. 2-bis della legge n.106/2011, ed articolo 2 del decreto legge n. 102/2013 convertito nella legge n. 124/2013; per quanto riguarda il fabbricato adibito all'imbottigliamento ed alla conservazione del vino, la società aveva, invece, palesato che si trattava di immobile transitoriamente iscritto nella categoria D/1, ma, stante la sua strumentalità all'attività agricola, «parificato» anche catastalmente, alla categoria D/10. Le commissioni di merito, dopo aver constatato la strumentalità agricola dei fabbricati, avevano accolto il ricorso ed annullato l'accertamento Ici.

La Cassazione, accogliendo, in parte, il ricorso del comune, ha stabilito che il fabbricato iscritto nella categoria D/1, sia pure con l'annotazione di parificazione alla categoria D/10, non abbia diritto all'esenzione. Non è valso opporre che, per l'anno in questione, l'immobile, ancorché classificato in categoria D/1, e non D/10, potesse usufruire di «parificazione» a quest'ultima classe in forza della circolare del ministero delle finanze, Agenzia del territorio del 9 aprile 1998 n. 96 (concernente il dm Fin. 28/98: «Regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale»).

Va, infatti, considerato che tale circolare, fonte normativa interna all'amministrazione finanziaria, non «attribuisce» classamento «rurale» D/10 a fabbricati diversamente censiti, ma si limita a disciplinare in via transitoria e di prima applicazione le domande di assegnazione alla categoria catastale D/10, di nuova istituzione. Ferma restando la previsione della possibilità di una istanza di classificazione dei fabbricati D/1 nella nuova categoria D/10, previa annotazione della richiesta «parificazione», trova, comunque conferma, la necessità di verificare, da parte dell'amministrazione finanziaria, l'effettiva sussistenza dei presupposti per il riconoscimento, ai fini fiscali, della categoria «parificata» richiesta. La Corte, decidendo nel merito, relativamente all'immobile non abitativo ha rigettato il ricorso introduttivo della società.

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