Non spetta l'esenzione Ici se l'immobile destinato ad abitazione principale è inquadrato catastalmente come ufficio o studio. La classificazione catastale è decisiva ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali. È quanto ha stabilito la Corte di cassazione, con l'ordinanza 8017/2017 del 28 marzo, La stessa regola vale oggi per Imu e Tasi.

Per i giudici di legittimità, «ai fini del trattamento esonerativo rileva l'oggettiva classificazione catastale dell'immobile, per cui l'immobile iscritto come “ufficio-studio”, con attribuzione della relativa categoria (A/10), è soggetto all'imposta...». Precisa, inoltre, la Cassazione che «qualora l'immobile sia iscritto in una diversa categoria catastale, è onere del contribuente, che pretenda l'esenzione, impugnare l'atto di classamento».

Naturalmente, il principio affermato dalla Cassazione per l'Ici, risulta applicabile anche a Imu e Tasi. Bisogna ricordare che anche per l'Ici i benefici fiscali non sono più da tempo limitati solo a aliquota agevolata e detrazione. Dal 2008 non erano più tenuti al pagamento dell'Ici i titolari di immobili adibiti ad abitazione principale, che è quella in cui i contribuenti hanno la residenza anagrafica e che destinano a dimora abituale.

 

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