In caso di notifica dell'accertamento a mezzo raccomandata ordinaria con modalità semplificata, in assenza del destinatario, temporaneamente assente, l'ufficio postale non deve inviare una seconda raccomandata contenente l'avviso di giacenza, ma soltanto un avviso di giacenza in cui si indica quale sia l'ufficio postale competente per il ritiro dell'invio; ne discende che per la validità della notifica non è necessario l'invio della seconda raccomandata, ma solo l'indicazione del deposito di compiuta giacenza. Lo ha stabilito la sezione sesta della Corte di cassazione nell'ordinanza n. 15834/2017 depositata in cancelleria il 23 giugno scorso.

La vicenda riguarda una cartella di pagamento emessa per mancata impugnazione di un pregresso avviso di accertamento. Il contribuente, impugnando la cartella, aveva palesato di non aver ricevuto l’avviso di accertamento presupposto alla cartella; sia la Commissione tributaria provinciale che la Commissione tributaria regionale della Sicilia annullavano la pretesa in quanto l’ufficio finanziario non aveva dimostrato l’invio della seconda raccomandata informativa della giacenza del plico presso l’ufficio postale. La Cassazione ha accolto il ricorso erariale rinviando la causa alla Commissione tributaria regionale siciliana. «Con l’articolo 20 della legge n. 146 del 1998», osserva il collegio, «gli uffici finanziari possono procedere alla notificazione a mezzo posta e in modo diretto degli avvisi e degli altri atti che per legge vanno notificati al contribuente». Quando l’ufficio si sia avvalso di tale facoltà di notificazione semplificata, alla spedizione dell’atto si applicano le norme concernenti il servizio postale ordinario e non quelle della legge n. 890 del 1992. La Cassazione prosegue dicendo che, anche l’articolo 40 del regolamento postale, per le raccomandate che non abbiano potuto essere recapitate preveda un periodo di giacenza di trenta giorni, stabilendo, «che debba essere dato avviso della giacenza di oggetti raccomandati e assicurati (…)».

Anche il regolamento postale universale, all’articolo 25 non prevede la spedizione di una raccomandata contenente l’avviso di giacenza, ma, soltanto «il rilascio dell’avviso di giacenza (Cassazione 2047/2016)». In considerazione di questo il ricorso erariale è stato accolto, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Sicilia in diversa composizione.

 

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